Montebello loc. Selva, nel cuore della zona Classica Doc Gambellara
Il vigneto Riva dei Perari, di proprietà dell'Azienda Dal Maso, si contraddistingue per il suo terreno basaltico argilloso di origine vulcanica, caratterizzato da media fertilità. Situato in collina a un'altitudine compresa tra 80 e 100 metri sul livello del mare, gode di un'esposizione sud-sud/est. La coltivazione prevede una densità di 5.000 viti per ettaro, allevate con sistema Guyot e con un carico di otto gemme per pianta. La gestione agronomica si basa su concimazioni limitate e sul diradamento dei grappoli in eccesso, mantenendo così una resa controllata di 100 quintali per ettaro.
La vendemmia viene effettuata verso la fine di settembre, raccogliendo l'uva manualmente in cassette con disposizione su un solo strato. Le uve attraversano un processo di appassimento della durata di circa 5 mesi in fruttaio, seguito da diraspatura e pressatura sul limpido con l'ausilio di lieviti selezionati. La fermentazione avviene in vasche e barrique di rovere Allier, Never e acacia, mantenendo una temperatura controllata tra 14° e 16°C per una durata di 40 giorni. Il vino matura per circa 12 mesi nelle barrique di rovere e acacia, per poi essere imbottigliato nel mese di maggio del secondo anno successivo alla vendemmia.
Questo vino si presenta con un colore giallo dorato vivo e brillante. Al naso esprime un profumo intenso, caratterizzato da eleganti note di frutta esotica, delicate sfumature di miele e sentori floreali di biancospino. Al palato risulta armonico ed equilibrato, con una struttura calda e una notevole persistenza aromatica. La sua notevole capacità di invecchiamento consente un'evoluzione ottimale fino a 13-15 anni.
In abbinamento, si esprime perfettamente con la biscotteria secca, formaggi stagionati, a pasta molle o erborinati. Eccellente come aperitivo sofisticato quando servito con patè di fegato grasso d'oca. Rappresenta inoltre un pregiato vino da meditazione, da apprezzare in momenti di puro piacere enologico.
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Ecco alcuni abbinamenti inediti per la cucina italiana:
Cappon magro ligure con note di bergamotto ed erbe mediterranee fresche.
Risotto al tartufo bianco d'Alba con riduzione di miele di castagno e nocciole tostate.
Uovo in pasta sfoglia con fonduta di Castelmagno e scaglie di cioccolato bianco.
Piccione arrosto con salsa di fichi caramellati e salvia fritta.
Cassata siciliana rivisitata con crema di pistacchio di Bronte e fiori di sambuco.
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Abbinamenti inediti per la cucina asiatica:
Gyoza giapponesi ripieni di granchio con salsa allo zenzero e yuzu.
Anatra laccata alla pechinese con crema di mango e pepe di Sichuan.
Tom kha gai (zuppa thai di pollo al latte di cocco) con foglie di lime kaffir e galanga.
Carpaccio di gamberi rossi con wasabi fresco ed emulsione di frutto della passione.
Curry indiano di agnello korma con pistacchi, cardamomo e foglie di curry fresche.
La struttura calda e persistente del vino, insieme alle sue note di frutta esotica e miele, crea un contrasto armonioso con la complessità degli ingredienti in entrambe le tradizioni culinarie, bilanciando sia i sapori delicati che quelli più intensi.