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Roccolo dei carpini 2011 PIEMONTE - DOC ROSSO

    L'ultima volta che questo prodotto è stato aggiunto al carrello: 19/05/2022

    Roccolo dei carpini 2011 PIEMONTE - DOC ROSSO

    “Ma non soltanto amore, bacio bruciante e cuore bruciato,
    tu sei, vino di vita, ma amicizia degli esseri, trasparenza,
    coro di disciplina, abbondanza di fiori. Amo sulla tavola,
    quando si conversa, la luce di una bottiglia di intelligente vino.”
                                                                (Pablo Neruda)

    Il Roccolo dei Carpini è un vino impossibile da realizzare tutte le annate, si devono attendere condizioni metereologiche stagionali uniche.

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    Scheda tecnica

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    Descrizione

    Cabernet Sauvignon 100%

    Pozzol Groppo (AL). Vigna: Camilla

    Altitudine: 370-380 mt. Esposizione: est, nordest - Allevamento: Guyot - Conduzione: Biologico Olistico

    Vendemmia: Manuale in cassetta con selezione dei grappoli.

    Vinificazione: 20 giorni di macerazione sulle bucce, fermentazione spontanea con lieviti indigeni.

    Maturazione: 12 mesi sulle fecce nobili in vasca di acciaio.

    Affinamento: 24 mesi in botti di rovere francese da 500 litri di media tostatura e grana fine, 24 mesi in bottiglia

    Vista: Rosso rubino scuro, intenso e brillante
    Naso: Floreale e fruttato: , prugna, mora, ciliegia, confettura, sentori terziari di vaniglia , cacao, chiodo di garofano, e cuoio giovane.
    Bocca: Grande struttura, caldo e minerale, sapido, di lunga persistenza aromatica con tannini sottili e vellutati.
    Abbinamenti: Antipasti di salumi stagionati, gnocchi di patate al ragù, tortelli ai formaggi, selvaggina, spiedo.
    Vegani: Gnocchetti alle ortiche, ravioli di farina di castagne al cacao, tortino di melanzane e patate, burro di arachidi e gelatina alla frutta.

    Un vino impossibile

    Il Roccolo dei Carpini è un vino impossibile da realizzare tutte le annate, si devono attendere condizioni metereologiche stagionali uniche, che si manifestano generalmente ogni 6 – 8 anni. La vigna, che prende il nome da mia figlia Camilla, è concepita per funzionare come una barriera naturale fra i boschi ed i campi di proprietà in quanto, per sua stessa natura, questa varietà matura tardivamente e rimane quindi sgradita alla fauna selvatica che si dirige altrove a banchettare rinunciando ad inoltrarsi nei filari più interni. In alcune annate, per una serie di eventi metereologici convergenti, può capitare che l’estate di protragga molto a lungo in autunno permettendo quindi anche a questi grappoli di raggiungere una piena maturazione o surmaturazione ed essere pronti per divenire questo vino.

    Degustando il Roccolo dei Carpini si è da subito di fronte ad un vino rosso potente quanto elegante, complesso e al contempo di grande godibilità, i frutti sono integri e potenti, il calore si percepisce immediatamente in un turbinio di sensazioni balsamiche, poi terra, prato, corteccia, china. È il vino che io porto volentieri in degustazione per divertirmi a sorprendere gli amici o gli appassionati di vino specialmente se colleghi vignaioli.

    Profilo:

    Floreale 69%
    Fruttato 60%
    Mineralità 85%
    Corpo 85%
    Persistenza 90%
    • 18° gradi centigradi
    • solo 3000bottiglie annue
    • 15% gradazione alcolica
    • Annata 2018

    Abbinamenti gastronomici

    Salumi stagionati

    Gnocchetti al ragù

    Carni allo spiedo

    Approccio Olistico

    Il vignaiolo olistico vede la vigna come una piccola parte di un più ampio ecosistema dentro il quale ogni elemento vive in simbiosi ed armonia con l’altro. Per essere vignaio olistico, ho scelto Pozzol Groppo, un piccolo paese rurale sull’Appennino tortonese perché inserito in un contesto di rara incontaminazione, che mi permette di prendermi cura di tutti gli elementi che compongono l’ecosistema: non solo la flora e la fauna ma anche aria, terra e acqua, rispettando la biodiversità.

    Il vino non ha fretta

    Non nasco vignaiolo ma per scelta è diventata la mia vita. Dalla frenesia dei tempi moderni nella quale sono cresciuto e dove mi sono formato, ho imparato quanto sia fondamentale per un vignaiolo saper osservare, attendere vigilando con attenzione tutto ciò che ci circonda: la natura”

    Vigna Biologica

    Le caratteristiche del territorio rendono unica la nostra vigna biologica. Il nostro territorio presenta un terreno molto articolato, con significative variazioni sia nella composizione del suolo che nelle pendenze ed esposizioni, nonché falde acquifere sotterranee. 
Nel terreno della vigna biologica si alternano stratificazioni di argilla e calcare fossile, molto importanti per la vitalità del corpo dei vini, e con presenza di gesso e pietra arenaria che contribuiscono a conferire eleganza e longevità.

    I nostri vitigni

    Seguendo lo stesso criterio d’integrazione nell’ecosistema, la scelta più coerente e logica è stata sin da subito quella di mettere a dimora i vitigni autoctoni più affini: Barbera, Timorasso, Albarossa. Per i vitigni, non potevo trascurare il mio lato ludico e bambino, e quindi non ho resistito e ho piantato alcuni filari di Cabernet Sauvignon e Merlot, per giocare e vedere come il terroir avrebbe potuto influire su di loro.

    Vignaiolo Naturale è colui che rispetta il territorio e si adopera per esaltarne le caratteristiche.
    A tal fine, il Vignaiolo deve saper osservare, interpretare e ascoltare la natura

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