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Sette zolle 2021 COLLI TORTONESI - DOC BARBERA

    L'ultima volta che questo prodotto è stato aggiunto al carrello: 27/02/2024

    Sette zolle 2021 COLLI TORTONESI - DOC BARBERA

    “Unica nel regno vegetale, la vite rende il vero sapore della terra intellegibile all’uomo.”
    (Colette)

    Sette Zolle è stato il primo vino al quale ho pensato nella mia vita ed è un vino rosso che ottengo dalla prima vigna che ho piantato alla fine del vecchio millennio e che prende il nome di mio padre Vittorio

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    Scheda tecnica

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    Descrizione

    Barbera e altre uve locali come Freisa e Croatina.

    Pozzol Groppo (AL). Vigna: Vittorio

    Altitudine: 380-400 mt. Esposizione: est, sudest - Allevamento: Guyot - Conduzione: Biologico Olistico

    Vendemmia: Manuale in cassetta con selezione dei grappoli.

    Vinificazione: 15 giorni di macerazione sulle bucce, fermentazione spontanea con lieviti indigeni.

    Maturazione: 18 mesi sulle fecce nobili in vasca d’acciaio.

    Affinamento: 30 mesi in vasca d’acciaio, 24 mesi in bottiglia.

    Degustando questo vino si possono apprezzare le spiccate qualità intrinseche della Barbera coniugate con l’espressione del territorio, profumato di frutti rossi dove spicca la ciliegia, la marasca, una leggera confettura, poi note balsamiche, accenno di torrefazione e fava di cacao. Sorprende per freschezza, facilità di beva e complessità. Il Sette Zolle è il vino che amo stappare e bere con gli amici più veri, in semplicità.

    Vista:Rosso rubino intenso con riflessi violacei che tendono al granato con l’invecchiamento
    Naso: Fine, intenso, pulito. Note di frutta rossa, dalla ciliegia alla marasca, confettura, speziato, balsamico.
    Bocca: Buona struttura, freschezza al palato, minerale, sapido, di buona persistenza aromatica.
    Abbinamenti: Salumi grassi, sughi di carne, pesci grassi, molluschi, zuppa di crostacei.
    Vegani: Lasagne verdi, zuppa di cereali, legumi stufati, tortino di carote e patate.

    Sette Zolle è stato il primo vino al quale ho pensato nella mia vita ed è un vino rosso che ottengo dalla prima vigna che ho piantato alla fine del vecchio millennio e che prende il nome di mio padre Vittorio, riproponendo in chiave moderna un’antica usanza locale.

    Le antiche saggezze contadine in queste terre erano, fra le tante, anche quelle di avere vigne composte principalmente da Barbera con un corredo di Freisa di Chieri e Croatina. La presenza di piccole percentuali di altri vitigni nella vigna di Barbera favorisce la biodiversità dell’ecosistema, regalando un vino generoso e schietto che solo uva perfettamente sana e tempo rendono elegante e godibile in ogni occasione. Le uve vengono raccolte molto mature e la naturale acidità della Barbera viene trasformata in piacevole mineralità, ottimamente integrata al frutto grazie ad un lungo affinamento, prima in vasche d’acciaio e poi in bottiglia.

    Profilo:

    Floreale 51%
    Fruttato 40%
    Mineralità 52%
    Corpo 76%
    Persistenza 85%
    • 18° gradi centigradi
    • solo 5000 bottiglie annue
    • 15% gradazione alcolica
    • Annata 2017

    Abbinamenti gastronomici

    Salumi grassi

    Crostacei

    Sughi di carne

    Approccio Olistico

    Il vignaiolo olistico vede la vigna come una piccola parte di un più ampio ecosistema dentro il quale ogni elemento vive in simbiosi ed armonia con l’altro. Per essere vignaio olistico, ho scelto Pozzol Groppo, un piccolo paese rurale sull’Appennino tortonese perché inserito in un contesto di rara incontaminazione, che mi permette di prendermi cura di tutti gli elementi che compongono l’ecosistema: non solo la flora e la fauna ma anche aria, terra e acqua, rispettando la biodiversità.

    Il vino non ha fretta

    Non nasco vignaiolo ma per scelta è diventata la mia vita. Dalla frenesia dei tempi moderni nella quale sono cresciuto e dove mi sono formato, ho imparato quanto sia fondamentale per un vignaiolo saper osservare, attendere vigilando con attenzione tutto ciò che ci circonda: la natura”

    Vigna Biologica

    Le caratteristiche del territorio rendono unica la nostra vigna biologica. Il nostro territorio presenta un terreno molto articolato, con significative variazioni sia nella composizione del suolo che nelle pendenze ed esposizioni, nonché falde acquifere sotterranee. 
Nel terreno della vigna biologica si alternano stratificazioni di argilla e calcare fossile, molto importanti per la vitalità del corpo dei vini, e con presenza di gesso e pietra arenaria che contribuiscono a conferire eleganza e longevità.

    I nostri vitigni

    Seguendo lo stesso criterio d’integrazione nell’ecosistema, la scelta più coerente e logica è stata sin da subito quella di mettere a dimora i vitigni autoctoni più affini: Barbera, Timorasso, Albarossa. Per i vitigni, non potevo trascurare il mio lato ludico e bambino, e quindi non ho resistito e ho piantato alcuni filari di Cabernet Sauvignon e Merlot, per giocare e vedere come il terroir avrebbe potuto influire su di loro.

    Vignaiolo Naturale è colui che rispetta il territorio e si adopera per esaltarne le caratteristiche.
    A tal fine, il Vignaiolo deve saper osservare, interpretare e ascoltare la natura

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